Cos'è la PMA?

mani pma

L'infertilità è considerata dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) una patologia. Per infertilità si intende l'assenza di concepimento dopo 12/24 mesi di rapporti mirati non protetti. La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è una branca della medicina che nasce con l’obiettivo di studiare e di trovare una soluzione ai problemi di infertilità.

E’ una disciplina giovane che deve fare ancora molti progressi sia nella ricerca di base sia nell’applicazione clinica: si pensi che l'inglese Louise Brown, la prima bambina al mondo a essere stata concepita con l'aiuto della procreazione assistita, è nata solo nel 1978.

Esistono tante definizioni di PMA ma riteniamo che quella pubblicata sul sito del Registro Nazionale PMA dell’Istituto Superiore di Sanità sia utile a chiarirne il concetto: “la PMA è il concepimento che avviene grazie al congiungimento non-coitale dei gameti. Include le tecniche di riproduzione assistita (in inglese ARTs), e in Italia anche l’inseminazione intrauterina, intracervicale e intravaginale”.

In alternativa si può fare riferimento alla definizione di PMA pubblicata nelle linee guida del 2008 del Ministero della Salute: “una serie di procedure e tecniche che comportano il trattamento di ovociti umani, di spermatozoi o embrioni nell'ambito di un progetto finalizzato a realizzare una gravidanza”.

Le linee-guida approvate dal Ministero e pubblicate nel sopracitato decreto individuano le seguenti tecniche di PMA:

  • inseminazione intrauterina omologa (IUI)
  • fecondazione in vitro e trasferimento embrionale (FIVET)
  • trasferimento intratubarico dei gameti (GIFT)
  • trasferimento intratubarico degli zigoti (ZIFT)
  • trasferimento intratubarico degli embrioni (TET)
  • crioconservazione dei gameti e degli embrioni

Questi procedimenti sono caratterizzati da diversi gradi di invasività sia tecnica che psicologica sulla coppia e si suddividono in Tecniche di I, II e III livello.

Secondo le linee-guida si devono utilizzare “in prima istanza le opzioni terapeutiche più semplici, meno invasive e meno onerose, tenendo in debito conto l'età della donna e la causa, quando nota, dell'infertilità e della sterilità di coppia”.

Ecco la classificazione delle tecniche secondo i livelli di invasività stabiliti dalle linee-guida:

Tecniche di I Livello:

  • inseminazione sopracervicale in ciclo naturale eseguita utilizzando tecniche di preparazione del liquido seminale;
  • induzione dell'ovulazione multipla associata ad inseminazione sopracervicale eseguita utilizzando tecniche di preparazione del liquido seminale;
  • eventuale crioconservazione dei gameti maschili

Tecniche di II Livello (procedure eseguibili in anestesia locale e/o sedazione profonda):

  • fecondazione in vitro e trasferimento dell'embrione (FIVET);
  • iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI);
  • prelievo testicolare dei gameti (prelievo percutaneo o biopsia testicolare);
  • eventuale crioconservazione di gameti maschili e femminili ed embrioni (nei limiti delle normative vigenti);
  • trasferimento intratubarico dei gameti maschili e femminili (GIFT), zigoti (ZIFT) o embrioni (TET) per via transvaginale e o guidata o isteroscopica.

Tecniche di III Livello (procedure che necessitano di anestesia generale con intubazione):

  • prelievo microchirurgico di gameti dal testicolo;
  • prelievo degli ovociti per via laparoscopica;
  • trasferimento intratubarico dei gameti maschili e femminili (GIFT), zigoti (ZIFT) o embrioni (TET) per via laparoscopica.

grafico impiantoL’inseminazione intrauterina (IUI) è la più diffusa tecnica PMA di I livello e avviene attraverso l’introduzione del liquido seminale all’interno della cavità uterina. Il liquido seminale necessario per la IUI, ottenuto per masturbazione, viene sottoposto ad una speciale preparazione in laboratorio e viene poi introdotto con un catetere di plastica sottile e flessibile nell'utero della donna attraverso la cervice.

La procedura si svolge di norma senza complicazioni e non provoca né dolore né fastidio. "Accorciando" in questo modo il percorso degli spermatozoi si tenta di aumentare le probabilità di fecondazione dell'ovocita (o degli ovociti). Le probabilità di successo di iniziare una gravidanza con questa tecnica sono pari a circa il 15–20% per ciclo.

La FIVET (fecondazione in vitro con trasferimento nell'utero) è invece la più utilizzata tra le tecniche di II livello: è relativamente poco invasiva e garantisce una buona percentuale di successi (25-50%). Tecnicamente comporta il prelievo degli ovociti dalle ovaie della donna, la loro fertilizzazione in laboratorio (in provetta) con gli spermatozoi del partner e il trasferimento nell'utero, da 3 a 6 giorni più tardi, degli embrioni che si sono sviluppati.

La FIVET spesso è associata alla microiniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI), che consiste in una diversa modalità di fecondazione dell’ovocita che avviene con l’iniezione di un singolo spermatozoo all’interno del citoplasma per poi, dopo l’avvenuta fecondazione, procedere al trasferimento degli embrioni nell’utero.

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